Marzo 2026
Complessivamente stabile ma con qualche colpo di coda invernale
1-13: Contesto uggioso con nebbie e pioviggini
L'avvio del mese assiste alla graduale imposizione di un cupolone anticiclonico sul Mediterraneo centrale, all'interno del quale, però, resta intrappolata una goccia fredda isolata dalla circolazione generale che dispensa cieli coperti ed un contesto meteorologico generalmente umido. Seppur in un contesto di pressioni elevate, non mancano deboli pioviggini (e le nevicate in montagna), e si sviluppano persino delle nebbie a più riprese.
14-24: Impulsi freschi da nord
Chi affermava che con il cambiamento climatico le condizioni meteorologiche sarebbero diventate meno prevedibili (e l'andamento climatico delle stagioni meno costante) si sbagliava di grosso. Con una ricorrenza impeccabile, ogni anno, da quasi un decennio, a un mese di febbraio dal sapore poco invernale segue una stagione primaverile tanto più incerta quanto più avanza. Ecco che anche quest'anno, attorno alla metà del mese, irrompono correnti artico-marittime da nord, interagendo con i nostri mari e dando vita alle consuete ciclogenesi mediterranee (figure tipiche dell'inverno, ma oramai sostanzialmente estinte in quella stagione). Tra il 14 e il 15 marzo torna a piovere, con nevicate ancora sulle vette e sui comprensori appenninici del piacentino. Nei giorni successivi l'aria fredda sedimenta, tanto che, nonostante il ritorno del sole, le massime non raggiungono i 20°C, mentre le minime si abbassano di giorno in giorno, fino a tornare appena sottozero il 23 (-0,1°C).
25-31: Irruzione fredda con neve a bassa quota
La seconda offensiva dell'inverno arriva proprio quando ci si aspetterebbe che il freddo consegni il testimone alla bella stagione: nel cuore dell'ultima decade marzolina, un secondo impulso artico-marittimo da nord aggancia i rimasugli della circolazione depressionaria precedente sul Mare Nostrum. Nella sera di mercoledì 25 marzo entrano venti freddi da nord che dalle Prealpi lombarde dilagano su tutta la Pianura Padana, accompagnati dai primi temporali di stagione. Segue un rapido miglioramento, tant'è che giovedì 26 splende il sole al nord-ovest, ma, a dispetto del foehn e di tassi di umidità estremamente contenuti, la massima si ferma a +15,4°C a riprova della natura molto fredda della massa d'aria affluita. E mentre al nord-ovest il Favonio porta tempo soleggiato e relativamente gradevole, al nord-est si fanno sentire gli effetti del ciclone mediterraneo (con connotati di TLC) e nelle pianure romagnole, specialmente nel ferrarese e ravennate, si manifesta un vero e proprio blizzard, con accumuli anche in riva al mare. Gli ultimi giorni di marzo trascorrono stabili sulle nostre lande, con cieli tersi e visibilità ottima grazie al ritorno a più riprese del foehn, che ci garantisce visibilità ottimale e tassi di umidità quasi sempre sotto a 20% in pieno giorno (16% il 30), mentre al centro Italia si pongono le basi per un'altra pagina di storia della meteorologia italiana. Si pongono difatti le basi per una delle più incredibili nevicate mai avvenute in primavera sull'Appennino centrale.
Bilancio
Il mese di marzo 2026 è stato caratterizzato a scala emisferica da una marcata zonalità, i cui effetti su suolo europeo si sono resi particolarmente manifesti nella prima metà del mese, con fasce anticicloniche significativamente più alte rispetto a febbraio e Jet-stream oltre il 55° parallelo. Attorno alla metà del mese, tuttavia, la MJO ha guadagnato magnitudo ed è emersa in fase 7, evento probabilmente responsabile di un temporaneo calo della Arctic Oscillation (su valori comunque positivi). Sebbene la AO sia presto tornata su valori alti e nonostante la NAO non abbia accusato il colpo, restando anch'essa su soglie elevate, la persistenza della MJO in fasi 7-8 ha favorito un'ondulazione importante e ridondante per tutta la seconda metà di marzo, con asse di saccatura tra l'Italia e i Balcani, responsabile di anomalie negative su adriatiche e meridione e dei fenomeni di foehn al nord-ovest.
L'andamento termico del mese è rimasto stabile da noi, con medie giornaliere attorno ai 10°C. All'incedere della bella stagione si è contrapposta un circolazione via via più fredda, i cui effetti sono però stati mascherati dalla trasformazione della massa d'aria durante il salto orografico delle Alpi. Tuttavia, l'andamento del punto di rugiada non lascia spazio a fraintendimenti: nell'ultima parte del mese si è osservato un drastico calo dei valori. Il mese si è chiuso con una temperatura media di +9,99°C (+3,79°C/+16,21°C), con estremi di -0,5°C il 28 e +20,3°C il 30, due valori relativamente poco distanti e che rimarcano l'andamento incredibilmente lineare di questo mese: portare a casa un marzo compreso fra 0 e 20°C avrebbe costituito un evento alquanto raro, occasione sfumata per un pelo grazie a 3 deboli gelate e ad una massima sopra i 20°C.
Dopo un febbraio molto piovoso, a marzo si è chiusa la finestra atlantica responsabile del maltempo, principalmente per merito di un innalzamento del flusso in un primo momento e poi per una sua orientazione che ci ha mantenuti sottovento rispetto all'acro alpino. In 5 giorni di pioggia sono caduti appena 18,0 mm di pioggia, mentre la neve non si è mai spinta a quote basse.
Poco da commentare sulla rosa dei venti: il grafico a ragnatela evidenzia una prevalenza dei venti da NW, legati alle curvature anticicloniche (e ai numerosi episodi di foehn), mentre l'est è più legato ai pochi peggioramenti ed ai rientri di aria fresca da est. Il tempo stabile ha favorito l'impostazione del regime di brezza tipico della stagione di transizione, con residui fenomeni inversionali nottetempo (SSW) e brezze diurne da nord. A dispetto delle numerose giornate favoniche, la raffica ha toccato solamente i 48,3 km/h.
Grazie al tempo stabile e al cielo spesso sereno, nonchè all'incedere della bella stagione, le ore di luce giornaliere si sono attestate ad una media di 11,35.
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