Febbraio 2026

Il freddo si arena alle porte del Mediterraneo

1-14: Maltempo e temperature sopra-media

Dopo un mese di gennaio prevalentemente asciutto, l'avvio di febbraio si contraddistingue per un pattern particolarmente piovoso. La neve sconfina a tratti a quote collinari, mentre domina incontrastata le vette appenniniche, dove si continua a sciare come raramente era accaduto negli ultimi anni. Dopo la prima settimana le precipitazioni iniziano a diluirsi nel tempo e l'insistenza del maltempo va scemando, tuttavia i cieli restano spesso coperti e con temperature particolarmente miti, più in pianura che in montagna, a causa del venire meno delle inversioni termiche. Dalla seconda decade di febbraio, inoltre, si iniziano a osservare nubi cumuliformi, sintomo di un gradiente termico verticale tutt'altro che inversionale, che accentua anzi i moti convettivi tipici della primavera. Per avere un'idea del calore accumulato nei bassi strati, il 13 febbraio si registrano +18,0°C senza foehn, una minima di +7,3°C ed una media di +12,01°C. Questi sono gli estremi di una giornata tipica di aprile inoltrato!


Webcam Prato Cipolla (1595 m)

Pizzo dei Tre Signori

Alpi e nubi basse

Monte Rosa visto da Pieve

13 febbraio: vista mozzafiato...

...sull'arco alpino

Il Resegone e il Pizzo dei Tre Signori

Sulla sinistra il Monte Rosa (4634 m)

15-28: Inverno, dove sei?

Al seguito della perturbazione di San Valentino riesce ad affluire timidamente un po' di aria fredda: udite udite, ritornano addirittura le gelate, uno strano fenomeno meteorologico di cui febbraio sembra essersi dimenticato, specialmente quest'anno. Ben -1,1°C all'alba del 18, cui segue una massima marzolina di +13,7°C in un contesto nemmeno completamente sereno a causa degli avamposti di una perturbazione che sembrerebbe piuttosto incisiva, al punto, dicono i modelli, da portare i fiocchi bianchi ad accarezzare le pianure subappenniniche di Oltrepò e Piacentino. Nella notte di giovedì 19 febbraio si attivano precipitazioni a carattere di rovescio, accompagnate da qualche colpo di tuono avvertito qua e là per il nord-ovest. La quota neve resta saldamente ancorata alle cime dell'Appennino, al di sopra dei 1000 metri, e, dopo una notte con temperature stabili sui 6°C a dispetto della pioggia battente, alle 8 sembra oramai sfumata l'ultima occasione di vedere almeno una volta la neve in pianura in questo ennesimo insulso inverno. Ma ecco che, non appena il vento ruota da ovest, la frontiera dei fiocchi crolla praticamente in caduta libera, e, nel giro di un'ora, passa da circa 800 metri a quote di pianura! In questo breve lasso di tempo, la stazione meteorologica registra un tracollo termico di quasi 5°C, ancora più veloce di quello che portò alla nevicata coreografica di Natale 2020, passando da +5,7°C delle 8.00 a +0,9°C alle 9.40. Grazie alla notevole intensità delle precipitazioni, a tratti superiore ai 5 mm/h, la nevicata risulta per alcuni istanti davvero bella, con larghe falde e addirittura un tentativo di attecchimento su prati e tetti. Alla fine, su tavola di legno, ho registrato 0,5 cm di neve. Un dato che sembra la caricatura ironica degli ultimi inverni, ma che rappresenta comunque la nevicata più significativa dall'ormai lontano 4 dicembre 2023 (quando cadde 1 cm), e che assume un valore ancora più ricercato se si considera l'immane sforzo meteorologico che è stato necessario per depositarlo. Ben 9 ore di precipitazioni costantemente forti, con picchi fino a 20 mm/h, per una notte intera hanno tentato invano di vincere l'azione rimescolante di 15-20 nodi di vento da est al suolo (e quasi 50 da SW a 850 hPa), e, sfruttando l'indebolimento e la rotazione di quest'ultimo al passaggio del fronte, hanno omotermizzato una colonna d'aria ovunque mite e inospitale tramite il calore latente sottratto dalla fusione di una miriade incalcolabile di fiocchi di neve, prima dell'inevitabile scemare dei fenomeni. L'esaurimento delle precipitazioni ha lasciato spazio a un veloce rialzo termico e addirittura a qualche schiarita verso mezzogiorno, con il manto bianco che batteva in ritirata dai colli a vista d'occhio. Nel pomeriggio la temperatura ha avuto comunque modo di raggiungere i +8,6°C di massima, un valore tipico della seconda metà di febbraio, ma l'unico inferiore a 10°C nelle ultime due decadi di questo ennesimo inverno mite. Il sigillo di stagione apposto il 28 febbraio è infatti un eloquente verdetto sul trimestre "freddo": +9,3°C di minima e +12,15°C di media valgono più di mille considerazioni e giri di parole.


17 febbraio...

Montué in primo piano

Canneto e l'Oltrepò

19 febbraio: Vicobarone (350 m)

Ore 9: è arrivata in pianura

Finalmente nevica!

Toccata e fuga

Bilancio

Mi è molto complicato eseguire un'analisi circolatoria indipendente da bias cognitivi per questo mese, perchè non emerge una corrispondenza chiara fra il comportamento delle teleconnessioni emisferiche principali (quelle che modulano la Jet-stream) e le configurazioni bariche a scala euroatlantica. Mi era risultato molto più semplice nella scorsa stagione invernale, quando il match era ottimo, mentre quest'anno la fonte di disturbo potrebbe derivare da un comportamento molto altalenante della PNA. Sarebbe preferibile l'analisi di un dataset con dettaglio giornaliero dell'EA, ma questo non è disponibile in rete. Si può solo dire che questo mese di febbraio, a livello circolatorio, si sia diviso in due fasi: dall'1 al 19 si è osservato un VPT molto debole, contraddistinto da blande differenze di geopotenziale e da un getto molto basso di latitudine ma che inspiegabilmente godeva di una buona e costante spinta zonale, con le masse artico-continentali impedite nel muovere verso il Mediterraneo centrale; la seconda fase, dal 20 al 28, ha visto imporsi un promontorio anticiclonico subtropicale che ha sancito la fine definitiva dell'inverno (mai concretamente iniziato) sull'Italia.

A livello termico, febbraio 2026 si è chiuso come incredibilmente mite, appena al di sotto del record stabilito dal recentissimo febbraio 2024. Con +7,65°C di media (appena 6 centesimi in meno del 2024), febbraio 2026 si piazza al secondo posto tra i più caldi almen dal 2021, con un'anomalia di +3,65°C dal clino 1986-2015. Entrando nei dettagli, emerge che si è piazzato al primo posto come minime (+3,04°C di media, 0,03°C in più del 2024) ma al quarto posto come media delle massime. Questo è coerente con un pattern ininterrottamente piovoso. Degni di nota sono l'ammontare delle gelate, appena 3 in tutto il mese (furono 5 nel 2024), e la minima assoluta di solo -1,1°C il 18 febbraio. La massima assoluta (+18,0°C) è stata registrata il 13.


Temperature medie di febbraio dal 2021

I primati termici di questo mese, assai più concentrati nelle minime che non nelle massime, parlano di un'escursione termica mediamente piuttosto contenuta, indice di una circolazione piovosa. Questo trova riscontro nella realtà, tanto che febbraio 2026 si è preso il primo posto dal 2021 nella classifica pluviometrica, con ben 145,0 mm di pioggia distribuiti su 11 giorni. La neve, caduta per poco più di un'ora, ammonta a 0,5 cm, valore insufficiente a registrare una giornata di neve (quindi anche questo inverno si chiude con 0).


Precipitazioni ad febbraio dal 2021

La ventilazione si è orientata prevalentemente dai quadranti nord-occidentali, sintomo di una zonalità piuttosto spinta e di perturbazioni generalmente veloci, quindi con scarso richiamo orientale annesso. Risalta la quasi assenza di segnale da SSW, indice delle non pervenute inversioni termiche.


Direzione del vento

L'eliofania media giornaliera a febbraio quest'anno ha ammontato a 9,75 ore di sole.


Radiazione solare
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